Scarcerato alle 13:20. Arrestato alle 14:10 perché «evaso». Sorpreso in altra strada che non fosse quella più breve per raggiungere casa, a fare altro.

Non fa nemmeno in tempo a tornare a casa

Confermata la condanna per evasione emessa dalla Corte di Appello di Cagliari. Il C.S. era stato scarcerato alle ore 13:20 ed autorizzato a raggiungere casa per sottoporsi alla pena meno afflittiva degli arresti domiciliari. A seguito della scarcerazione, gli agenti di polizia giudiziaria eseguivano un controllo sulla reperibilità del C.S. e lo «sorprendevano» in altra strada che non fosse quella più breve per raggiungere la destinazione. Veniva quindi arrestato e incarcerato nuovamente. «Integra, infatti, il delitto di evasione, e non solamente una trasgressione delle prescrizioni inerenti alla misura, il mancato raggiungimento del luogo di detenzione da parte della persona sottoposta alla misura coercitiva degli arresti domiciliari, in quanto il concetto di evasione non postula necessariamente la fuga da un istituto carcerario o l’allontanamento dal luogo di restrizione domiciliare, ma l’elusione completa della sorveglianza in atto o potenziale da parte delle persone incaricate. Peraltro, nello specifico, il lasso temporale intercorso tra la dimissione dall’istituto ed il controllo per strada del C.S. è stato comunque significativo, poiché pari a circa cinquanta minuti, durante i quali egli si è di fatto sottratto ai possibili controlli di polizia. »

(Sentenza 37900/2019 pubblicata il 12.09.2019

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Photo by Joe Caione